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Rifiuti, il sistema Veritas funziona è un modello di economia circolare

Gianfranco Bettin analizza il sistema della raccolta differenziata delle immondizie e lo confronta con il modello Treviso: importante capire quanto viene davvero riciclato

La Nuova di Venezia, 13 dicembre 2018, sezione Cronaca

Il primato di Venezia nella raccolta differenziata dei rifiuti tra le città medie, grandi e metropolitane italiane dura da diversi anni. Non si riduce, tuttavia, al pur importante dato quantitativo. Ancor più rilevante è il fatto che l’intero “sistema Venezia” gestito da Veritas sia evoluto al punto da toccare ogni passaggio del ciclo dei rifiuti, dalle campagne per ridurne la produzione a monte a tutta le filiera della raccolta e del trattamento, nelle sue varie componenti, fino allo smaltimento residuo in discarica (ai minimi nazionali) e nella parziale termovalorizzazione (con la chiusura dell’inceneritore, caso pressoché unico in Italia in questi anni, e una quota che, trasformata in “css” viene utilizzata nella centrale Enel al posto del carbone, con netto vantaggio ambientale) e soprattutto nell’attivazione di un vero e proprio eco-distretto del riciclo che alle filiere tradizionali e certificate (vetro, plastica, materiali ferrosi, carta) sta per aggiungere ora un nuovo settore per il trattamento e riuso delle stesse terre residue da spazzamento.

Una vera e propria eccellenza, come ha giustamente detto il sindaco Brugnaro, che ha pochi paragoni e che si misura con un territorio enorme e complesso, difficile da gestire, quanto a varietà, modalità e quantità dei rifiuti prodotti (con una grande quota prodotta non dai residenti ma dai turisti). Lo stesso, celebrato – a volte in modo acritico – “modello Treviso”, in realtà non sarebbe pienamente possibile senza ricorrere al trattamento di una parte dei rifiuti della Marca anche nell’eco-distretto di Marghera (specie nella filiera “vetro-plastica-lattine”). Peraltro, Treviso – a differenza di Venezia – ricorre anche all’incenerimento, solo che lo fa a Padova, che nel 2017 ha bruciato oltre 12 mila tonnellate di rifiuti trevigiani, e alla discarica, contribuendo non poco – sempre a differenza di Venezia – a intasare le discariche venete oggi in via di saturazione.

Ciò va ricordato non per sottovalutare le indubbie virtuosità della Marca ma per sottolineare che non basta guardare al mero dato quantitativo, la percentuale di differenziata, per valutare un modello: oltre a quanto ancora non si differenzia, oltre ai sovvalli (i residui della differenziata), bisogna capire quanto viene davvero riciclato, quanto va a discarica e incenerimento. E’ su questo che Venezia è davvero un modello, grazie al quale primeggia il suo contributo all’economia circolare.

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