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COMUNICATO STAMPA: La riduzione dell’impatto ambientale e la tutela della sicurezza dei lavoratori sono la condizione per la continuazione delle produzioni alla ILVA di Taranto (come in qualunque altra attività)

Dal sito di Medicina Democratica, 8 agosto 2012

Nella sostanza è questo il contenuto del dispositivo del Tribunale del Riesame di Taranto che conferma l’impianto accusatorio nei confronti dei responsabili aziendali ILVA : “disastro ambientale colposo e doloso, avvelenamento di sostanze alimentari, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, danneggiamento aggravato di beni pubblici, getto e sversamento di sostanze pericolose e inquinamento atmosferico”.

Il Presidente Bruno Ferrante, in qualità di custode giudiziario, si dovrà occupare di ridurre o eliminare ogni forma di inquinamento esterno ed interno che costituisca un rischio per la vita e la salute degli operai e della popolazione circostante.

Confidiamo che la decisione del Tribunale si dimostri incisiva per permettere: l’attuazione tempestiva delle prescrizioni contenute nella autorizzazione integrata ambientale del 4.08.2011; l’integrazione delle misure contenute in tale autorizzazione per adeguare in tempi brevi e certi gli impianti alle migliori tecnologie disponibili; una riduzione dell’impatto ambientale anche con misure ulteriori tenendo conto dello stato di contaminazione pregressa e attuale del territorio; la garanzia della sicurezza dei lavoratori (dipendenti ILVA e degli appalti); la realizzazione delle bonifiche necessarie; il controllo costante e rigoroso della attuazione delle misure definite e da definirsi.

A tale proposito riteniamo, come sperimentato ai tempi del crimine industriale causato dal rilascio di diossina e altri tossici dalla ICMESA di Seveso (1976), sia indispensabile formare un “Comitato Tecnico Scientifico Popolare”, formato da lavoratori ILVA e da cittadini di Taranto che affianchi i tecnici istituzionali perché il diritto al lavoro e il diritto alla salute possano essere realizzati, in conformità a quanto prevede la Costituzione repubblicana negli articoli 1,32, 41 e comunque sulla base del principio della non delega e della validazione consensuale di operai e cittadini.

Medicina Democratica, Movimento di lotta per la salute, in tale ambito offrirà il suo appoggio, la sua esperienza, le sue capacità e modalità di lavoro. Medicina Democratica ritiene comunque che il valore accettabile delle emissioni di sostanze cancerogene (IPA, PCB, Diossine e Sali di piombo) debba essere zero sia per gli ambienti di vita che di lavoro.

Il Direttivo di Medicina Democratica ONLUS

Milano e Taranto, 8 agosto 2012

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(Pubblichiamo altri due comunicati per renderci meglio conto della gravità della situazione.)


ILVA DI TARANTO: COMUNICATO DELLA CAMPAGNA NAZIONALE IN DIFESA DEL LATTE MATERNO DAI CONTAMINANTI AMBIENTALI

Dal sito di Medicina Democratica, 3 agosto 2012

Pubblichiamo un articolo di Patrizia Gentilini e Paola Negri (http://difesalattematerno.wordpress.com/)

In qualità di rappresentanti della Campagna Nazionale in difesa del Latte Materno dai contaminanti ambientali, non possiamo che accogliere con profonda emozione la notizia del sequestro degli impianti dell’Ilva, impianti che in questi anni hanno riversato nell’ambiente quantita’ considerevoli di diossine, policlorobifenili, idrocarburi policiclici aromatici, polveri sottili e metalli pesanti.

Ricordiamo che da 8 indagini di latte materno spontaneamente eseguiti da mamme di Taranto risulta un tasso medio di diossine di 23.41 pgTEQ grammo/grasso, più del doppio di quanto risulta da altri esami condotti in altri territori del nostro paese negli stessi anni. Il latte materno si conferma un indicatore ideale dello stato dell’ambiente e questo dato ci appare del tutto coerente con i gravi rischi sanitari emersi dall’indagine epidemiologica.

Siamo consapevoli dei risvolti sociali ed occupazionali che la decisione della Magistratura comporta, ma vorremmo ricordare che le prime vittime dei disastri ambientali provocati degli insediamenti industriali sono proprio i lavoratori e le loro famiglie e che per nessun padre di famiglia può essere accettabile un lavoro che va di pari passo con morte e malattie.

Non va inoltre dimenticato che questi inquinanti viaggiano a grandi distanze e potenzialmente raggiungono tutte le citta’ d’Italia, per via dell’altezza dei camini dell’Ilva. Se la citta’ di Taranto e’ stata colpita soprattutto dall’aggressione chimica delle emissioni diffuse e fuggitive, non possiamo che rimarcare il rischio costituito dall’inquinamento a grande distanza, che si e’ concretizzato nella contaminazione dei cibi con la diossina, provocando un avvelenamento della catena alimentare e la perdita di posti di lavoro in questi settori produttivi.

Il provvedimento di sequestro degli impianti più inquinanti dell’Ilva e l’arresto di otto alti dirigenti attesta che la lotta dei cittadini per la legalita’ non e’ vana. Esprimiamo profonda gratitudine alla Magistratura e solidarieta’ e sostegno a tutti i cittadini di Taranto che in questi anni hanno lottato per la difesa della salute.

Riteniamo che nel 3° millenio non sia più possibile accettare il ricatto fra Salute e Lavoro e che la sacralità della vita, al centro della nostra campagna, debba essere il principio basilare di ogni scelta economica e produttiva.

Ci auguriamo che nessun passo indietro venga fatto e che l’Ilva non inquini piu’.

Patrizia Gentilini Medico ISDE Italia

Paola Negri Presidente IBFAN Italia
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LE ODIERNE DICHIARAZIONI DEL MINISTRO CLINI SULL’ILVA DI TARANTO NON SONO CORRETTE DAL PUNTO DI VISTA TECNICO-SCIENTIFICO

Dal sito di Medicina Democratica, 1 agosto 2012

Pubblichiamo questo comunicato stampa di Epidemiologia & Prevenzione.

Oggi sono state riportate dalla stampa le seguenti dichiarazioni del ministro dell’ambiente Corrado Clini al Parlamento: I rischi ambientali da considerare all’Ilva di Taranto “sono quelli dei decenni passati, mentre è più difficile identificare una correlazione causa-effetto” sull’eccesso di mortalità per tumori nell’area “con la situazione attuale che, per effetto di leggi regionali e nazionali e misure ad hoc hanno avuto una evoluzione delle tecnologie con significative riduzioni delle emissioni, particolarmente della diossina e delle polveri”.

«Tali dichiarazioni non sono corrette dal punto di vista tecnico-scientifico» sostiene il professor Benedetto Terracini, dell’Università di Torino, decano dell’epidemiologia italiana ora in pensione e Consulente del Comune di Taranto in occasione dell’incidente probatorio che ha avuto luogo il 30 marzo nell’ambito del processo all’ILVA, assieme alla dottoressa Maria Angela Vigotti dell’Università di Pisa, Consulente del Comune di Taranto e al dottor Emilio Gianicolo dell’IFC-CNR, Lecce, Consulente degli allevatori.

«Il ministro asserisce che gli effetti sulla salute riscontrati sono solo il risultato dell’inquinamento del passato» spiegano i tre scienziati, «ma se è vero che gli eccessi tumorali attuali riflettono esposizioni avvenute circa 20-30 anni prima, il ministro ignora completamente i risultati dello studio sugli effetti a breve termine condotto dai consulenti del GIP che ha dimostrato l’effetto deleterio delle emissioni degli anni 2004-2008». E aggiungono: «Si tratta quindi di una cattiva interpretazione dei dati epidemiologici presentati nella perizia consegnata al GIP di Taranto, a totale beneficio, economico e giudiziario, degli interessi attuali della società ILVA».

«Ecco perché non si possono condividere le dichiarazioni del ministro» sostengono i tre consulenti:

1. «Gli studi epidemiologici condotti nello specifico della realtà di Taranto hanno valutato sia gli effetti sanitari a lungo termine dell’inquinamento (le esposizioni medie negli anni) sia gli effetti a breve termine (le variazioni giornaliere). In entrambi i casi, gli studi hanno messo in rilievo effetti sanitari dell’inquinamento ambientale.

2. Lo studio degli effetti a lungo termine ha dimostrato effetti sulle patologie tumorali anche per i bambini, ma anche e soprattutto, sulle patologie cardiache e respiratorie. Per queste patologie il tempo necessario dalla esposizione all’effetto non così lungo come per i tumori. Lo dimostra molto bene proprio la legge italiana sul divieto di fumo nei luoghi pubblici (Sirchia): al diminuire della esposizione della popolazione a fumo passivo si è osservata nel giro di pochi mesi una drastica riduzione delle malattie cardiovascolari. L’aumento della mortalità e della morbosità per cause cardiache e respiratorie osservata nei quartieri vicino alla industria (Tamburi) nello studio a lungo termine è quindi attribuibile anche alle esposizioni avvenute anche negli ultimi anni.

3. I dati delle centraline ARPA Puglia (Archimede e Machiavelli), localizzate in prossimità della azienda nel quartiere Tamburi, hanno fatto registrare fino al 2010, ultimo anno preso in esame dalla perizia, un numero elevato di superamenti del valore giornaliero di PM10 previsto dalla legge (50 ug/m3).

4. A questi aumenti nella concentrazione giornaliera di PM10 lo studio epidemiologico sugli effetti a breve termine ha associato un aumento di tutte le morti e dei ricoveri ospedalieri per cause cardiache e respiratorie.

Poiché il ministro nella sua relazione alla Camera dei Deputati ha citato, a supporto delle sue considerazioni, lo studio “SENTIERI” condotto dall’Istituto Superiore di Sanità occorre forse riportare che lo stesso progetto auspica “ la produzione di ulteriori dati epidemiologici relativi alle popolazioni residenti nei SIN (Siti Inquinati di interesse Nazionale) .. per una più approfondita comprensione dell’impatto sanitario dei siti contaminati” riteniamo che la perizia epidemiologica rappresenti un primo serio approfondimento sull’impatto sanitario nella città di Taranto».

«Rimaniamo a disposizione del Ministro e della opinione pubblica» concludono Terracini, Vigotti e Gianicolo «per illustrare la correttezza del metodo epidemiologico e dei criteri inferenziali usati dai consulenti del GIP».

Le dichiarazioni verranno ospitate domani sul sito di Epidemiologia&Prevenzione, rivista dell’Associazione Italiana di Epidemiologia all’indirizzo: http://www.epiprev.it . Per Contatti:

Prof. Benedetto Terracini (Consulente del Comune di Taranto) Università di Torino, cell. 349-6042511

Dott. Maria Angela Vigotti (Consulente del Comune di Taranto) Università di Pisa, cell. 347-5077168

Dott. Emilio Gianicolo (Consulente degli Allevatori) IFC-CNR, Lecce, cell. 340-6613033
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