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Avanti il prossimo!

Giovedì 27 settembre si è svolta a Marghera un’assemblea pubblica, organizzata dall’Assemblea Permanente Contro il Rischio Chimico, per capire la situazione di avanzamento dei progetti che vedono come scenario di realizzazione la zona industriale di Marghera.

Il presidente dell’Assemblea Permanente, Roberto Trevisan, ha introdotto l’argomento facendo una descrizione della nostra attività, che aveva subìto un rallentamento dopo la “vittoria” sull’inceneritore SG31, impianto che, considerata la sua vetustà ed inadeguatezza a bruciare rifiuti speciali (leggasi altamente inquinanti), avrebbe costituito una seria minaccia per la salute pubblica.
Ha ribadito che questi progetti costituiscono un serio pericolo per la popolazione in quanto espressione di una gestione assolutamente speculativa se non addirittura criminale del territorio (come dimostrato dal caso Gavioli, ora agli arresti, entrato nell’affare Ste seppur attualmente inabilitato ad operare). Trevisan ha esortato i partecipanti alla mobilitazione cittadina per contrastare i grossi poteri economici, come la Mantovani S.p.A. che ha “il monopolio” in Veneto delle grandi opere (leggi articolo http://margheraonline.it/rassegna-stampa/la-nuova-venezia/una-asso-pigliatutto-presente-in-decine-gli-appalti/ ). Le grandi opere significano da sempre alti guadagni per i costruttori e basso rispetto per l’ambiente!
L’intervento si è concluso con una esortazione alla popolazione ad evitare atteggiamenti passivi poiché la partita che si deve giocare è importante. La vittoria sul ciclo del cloro è stata ottenuta perché la cittadinanza, chiamata dal Comune a esprimere la propria opinione tramite la consultazione popolare, ha indicato chiaramente la propria contrarietà a lavorazioni pericolose per la salute degli sia degli abitanti che degli operatori.

Franco Rigosi, delle Associazioni “Gabriele Bortolozzo” e ”Medicina Democratica”, ha dettagliato le procedure che sono state portate al vaglio a livello regionale (VIA regionale e ratificazione successiva al Consiglio): aumento delle quantità di stoccaggio di rifiuti da 6.000 a 12.000 tonnellate/anno e dei codici CER (tipologie di rifiuto) lavorabili dagli attuali 20 a circa 120; Alles ha già ottenuto, da parte della commissione VIA regionale, l’autorizzazione a trattare una sessantina di tipologie di rifiuti, che, seppur meno di quelli richiesti, rappresentano comunque il triplo dei codici prima lavorabili. A tutto questo va aggiunto anche l’inquinamento causato dai mezzi di trasporto (navi e camion – visto che  non si parla di ferrovie a trazione elettrica e quindi prive di emissioni) necessari a portare i materiali di lavorazione: c’è da rilevare, infatti, che Porto Marghera non produce né la quantità né la varietà di rifiuti contemplati nel progetto e, quindi, Alles riceverebbe materiale dall’esterno.
E’ stata infine evidenziata la schizofrenia del progetto Alles: l’area produttiva dell’azienda si trova a poche centinaia di metri dalla zona che dovrebbe ospitale il Palais Lumiere….. si godrebbe davvero di un bel panorama dalla sommità della costruzione!!!

(Parentesi sul Palais Lumiere)
Sicuramente un progetto da tenere sott’occhio, visto che avrebbe un impatto pesantissimo sulla città:
–    la perforazione del sottosuolo, necessaria alla creazione delle fondamenta del palazzo (leggi pali di fondazione lunghi 40 metri, come da progetto consultabile sul sito http://www.palaislumiere.eu/images/newDettagli/Palais_pres_r13_CdS_2012-07-26.pdf) andrebbe ad incontrare almeno 2 falde acquifere che potrebbero venire compromesse con pesanti conseguenze ambientali
–    l’ingombro di tale struttura toglierebbe luce alla città e costituirebbe un pericolo per l’aeroporto di Tessera. Ricordiamo che è necessaria una deroga al regolamento ENAC, che non consente di costruire strutture alte sopra i 150 metri nelle prossimità delle zone di atterraggio degli aerei
–    le strutture commerciali della torre, assorbendo tutte le altre risorse della città, potrebbero costituire un pericolo occupazionale: i nuovi ipermercati metterebbero a rischio il personale che adesso lavora in negozi più piccoli diffusi nel territorio urbano e riporterebbero la città ad una mono-cultura occupazionale, esperienza che abbiamo già vissuto con la chimica industriale e i cui effetti possiamo vedere in questo momento con la crisi della chimica e l’incapacità di riconvertire risorse che vengono licenziate senza più possibilità di riassunzione.

Poi è stata la volta dell’Assessore. Gianfranco Bettin che ha confermato le preoccupazioni dell’Assemblea Permanente Contro il Rischio Chimico relative a questi dissennati progetti:

–    ha denunciato la volontà della ditta Mantovani, che rappresenta un potere economico molto forte nel Veneto, di chiudere “l’affare” prima possibile. Il Comune di Venezia è riuscito di recente a mettere un paletto importante che rende poco appetibile, dal punto di vista speculativo, il mercato delle aree produttive del Petrolchimico, alcune già parzialmente strutturate: l’acquirente non può destinare le aree ad usi diversi da quelli precedentemente assegnati dal Comune (il progetto del Palais Lumiere si colloca infatti in una delle poche aree non assegnate).

–    ha ricordato che Il Comune e la Provincia si sono apertamente dichiarati contrari al progetto di Alles ma nonostante questo la Regione ha sottoposto ugualmente il progetto alla valutazione della commissione VIA, formata da 12 esperti direttamente nominati dalla Regione stessa, incassando ovviamente il  parere favorevole e sovvertendo i principi elementari di democrazia partecipata. Dopo questa tappa, ratificando il progetto la Regione potrebbe cambiare  il PRG e modificarlo secondo le proprie necessità. L’assessore Bettin ha tenuto a sottolineare il fatto che se noi, adesso, possiamo vivere e parlare in un contesto diverso da quello presente a Taranto, è perché in tempi passati sono state poste le condizioni necessarie affinché tutto ciò si potesse verificare.

–    ha criticato la superficialità della progettazione del Palais Lumiere, progetto che pur essendo ancora alla fase descrittiva viene spacciato per finito mentre non sono ancora state fatte le analisi del sottosuolo. Da tre settimane i progettisti stanno consultando i tecnici del Comune per cercare di capire come realizzare le fondamenta del palazzo, che sarebbero solide se incontrassero strati di roccia nel sottosuolo. Ma, si sa, noi qui sotto non abbiamo roccia…..

–    ha promosso progetti meno impattanti di quelli che hanno rappresentato la storia di Porto Marghera, proponendo un modello di produzione, ad esempio, legato al centro Vega, dal quale potrebbero uscire progetti innovativi e realizzabili a poche centinaia di metri. Un esempio potrebbe essere l’ecodistretto, nel quale si sta cercando di porre le basi per la realizzazione di un impianto, uno tra i più grandi al mondo, per riciclare il vetro, realizzando così una “filiera corta” della produzione (essendo vicini all’isola di Murano sarebbe davvero un bel colpo!). Il nuovo sistema di assegnazione delle aree approvato dal Comune ha reso possibile che Eni, che aveva deciso di abbandonare le aree, abbia fatto una repentina inversione di marcia annunciando, tra squilli di trombe, di voler convertire gli impianti per realizzare una raffineria di biocarburanti.

Anche l’assessore Bettin ha sottolineato il pericolo, già segnalato da Roberto Trevisan, che Alles costituisca un precedente che possa dare il via ad una spirale negativa nel nostro territorio: dopo di lei altre società di trattamento rifiuti potrebbero voler ampliare (vedi Simar e Ste) le proprie lavorazioni o addirittura impiantarne di nuove; il fatto di far confluire a Marghera rifiuti (industriali, chimici, tossici) da fuori Comune, cioè potenzialmente da dovunque, attirerebbe senza dubbio molti interessi e molte speculazioni e, soprattutto, molte attività nocive per la nostra salute. E’ quindi necessario far fronte comune contro tutto questo!

Infine c’è stato l’intervento del Presidente della Municipalità di Marghera Flavio Dal Corso, che ha voluto ringraziare l’Assemblea Permanente Contro il Rischio Chimico per l’attenzione che pone  nelle questioni relative al Petrolchimico, per le azioni di sensibilizzazione della cittadinanza e per l’azione di mediazione con le istituzioni, che risulta credibile perché non avviene tramite una contestazione radicale ma affrontando con senso pratico i cambiamenti che vengono proposti. Anche lui ha condiviso tutti i contenuti che sono stati discussi durante la serata e ha rivolto un appello accorato ai tutti partecipanti dell’assemblea pubblica in relazione a due punti fondamentali che vanno affrontati senza demagogia: la tutela del lavoro e la protezione dei principi di democrazia partecipata. L’obiettivo che dobbiamo porci è garantire una nuova ripresa occupazionale dell’area produttiva di Porto Marghera tramite progetti innovativi che tutelino maggiormente la popolazione e che tutto questo avvenga nella trasparenza delle procedure e nel diritto della cittadinanza ad esprimere la propria opinione.

La serata si è conclusa con interventi dei partecipanti che, più o meno preoccupati, hanno posto interrogativi in relazione al possibile sviluppo dell’area industriale: spaventa infatti che vengano ripescati e ciclicamente riproposti  progetti obsoleti nati quando “si poteva fare tutto”, progetti che rappresentano speculazioni pensate con vecchie logiche industriali che oggi sappiamo essere nocive per il territorio e la gente che ci vive.

E’ sembrato che il problema sia stato compreso e che le preoccupazioni siano giustificate. Il messaggio è chiaro: il prossimo “nemico” si chiama Alles. Ricordatevi questo nome.
Lo possiamo sconfiggere solo se vorremo unirci, se staremo insieme, se saremo in tanti.

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