Archivi tag: PAT

Osservazioni al PAT Piano di Assetto Territoriale (parte 2)

Comunicato sulle Osservazioni al PAT Piano di Assetto Territoriale  presentate da :
AmbienteVenezia,  Medicina Democratica , associazione  Gabriele  Bortolozzo, Assemblea permanente NOMOSE, Comitato NO Grandi Navi – Laguna Bene Comune.

Dopo aver presentato il 27 aprile 2012 una prima serie di osservazioni al PAT del Comune di Venezia, questa mattina, lunedi 28 maggio 2012, abbiamo presentato un secondo lotto di osservazioni ai Documenti VAS – Valutazione Ambientale Strategica  collegati sempre al PAT (che trovate in allegato), siamo riusciti ad intervenire sugli argomenti e temi che le nostre associazioni portano avanti da diversi anni:
La difesa e tutela della laguna di Venezia, del territorio, della città e della salute dei cittadini sotto attacco da decenni da un modello di sviluppo che ha creato e creerà immensi danni e devastazioni, difficilmente sanabili  che coinvolgeranno anche le generazioni future:
Porto Marghera, il Progetto MoSE, il Turismo incontrollato che da risorsa diventa calamità cittadina, Grandi Navi, Sublagunare,  Spopolamento,  etc etc…..
Abbiamo presentato inoltre, anche noi un documento preparato da esperti di urbanistica e di pianificazione del territorio, sul  Quadrante di Tessera  ed altri ptroblemi . Leggendo il documento allegato vi accorgerete che i singoli temi ed argomenti sono stati ripresi diverse volte con sfumature anche differenti perchè abbiamo seguito l’articolazione dei singoli documenti della VAS e del  PAT  che li affrontavano da diverse angolazioni.
Il Piano di Assetto del Territorio e la VAS  disegna e condiziona il nostro futuro ed il futuro del nostro territorio per i prossimi decenni, noi chediamo che le nostre osservazioni vengano accolte ed inserite in questo importantissimo  strumento di programmazione territoriale. Questa mattina abbiamo inserito all’ultimo momento un’ultima osservazione nella quale si chiede l’Acquisizione di nuovo materiale per valutare diverse problematiche inerenti diversi punti trattati sia nel VAS che nel PAT in quanto : Domenica 27 maggio 2012 dalle ore 21 in poi su RAI3 è andato in onda la trasmissione televisiva REPORT – OFF THE REPORT dove una video inchiesta della giornalista Claudia di Pasquale ha trattato diverse problematiche della Città di Venezia e della sua Laguna.
Si sono affrontati problemi che sono interni anche al PAT e alla VAS e ci riferiamo in particolare ai seguenti argomenti: Grandi Navi e portualità turistica, Progetto Mose e opere di salvaguardia contro le acque alte e di difesa della città, interventi di manutenzione delle rive e banchine di Venezia, vendita e privatizzazione di edifici pubblici, ponte di Calatrava o della Costituzione, area ex ospedale al Mare del Lido e progetti urbanistici sul Lido di Venezia come: nuova darsena, nuovo edificio della mostra del cinema, bonifiche etc. etc.
Nel servizio sono emersi moltissimi elementi estremamente nuovi che possono portare a valutare queste problematiche in maniera forse differente e che potrebbero far scaturire nuove decisioni in materia. Si chiede pertanto che il servizio citato venga acquisito in toto e che venga inserito tra gli studi, indagini ed approfondimenti tematici del  del PAT e della VAS. Si chiede che il consiglio comunale in seduta straordinaria lo visioni e valuti politicamente le varie dichiarazioni e novità in esso contenute.

Luciano Mazzolin per  l’associazione AmbienteVenezia
Rossana Cavazzano per l’associazione Medicina Democratica (sezione di Venezia)
Franco Rigosi   per l’associazione  Gabriele Bortolozzo
Armando Danella  per l’ Assemblea permanente NOMOSE
Silvio Testa   per il Comitato NO Grandi Navi – Laguna Bene Comune

Comune di Venezia
PG/2012/0226843 del 28/05/2012 ore 11,31

Al Sindaco del Comune di Venezia
All’Assessore all’Urbanistica – Ezio Micelli
Al Responsabile della Direzione Sviluppo del Territorio ed Edilizia

Oggetto : V.A.S osservazioni e P.A.T. osservazioni – Acquisizione di nuovo materiale per valutare diverse problematiche inerenti diversi punti trattati sia nel VAS che nel PAT

Domenica 27 maggio 2012 dalle ore 21 in poi su RAI3 è andato in onda la trasmissione televisiva REPORT – OFF THE REPORT dove una video inchiesta della giornalista Claudia di Pasquale ha trattato diverse problematiche della Città di Venezia e della sua Laguna.
Si sono affrontati problemi che sono interni anche al PAT e alla VAS e ci riferiamo in particolare ai seguenti argomenti:
Grandi Navi e portualità turistica, Progetto Mose e opere di salvaguardia contro le acque alte e di difesa della città, interventi di manutenzione delle rive e banchine di Venezia, vendita e privatizzazione di edifici pubblici, ponte di Calatrava o della Costituzione, area ex ospedale al Mare del Lido e progetti urbanistici sul Lido di Venezia come: nuova darsena, nuovo edificio della mostra del cinema, bonifiche etc. etc.
Nel servizio sono emersi moltissimi elementi estremamente nuovi che possono portare a valutare queste problematiche in maniera forse differente e che potrebbero far scaturire nuove decisioni in materia. Si chiede pertanto che il servizio citato venga acquisito in toto e che venga inserito tra gli studi, indagini ed approfondimenti tematici del del PAT e della VAS. Si chiede che il consiglio comunale in seduta straordinaria lo visioni e valuti politicamente le varie dichiarazioni e novità in esso contenute.

Venezia, 28 Maggio 2012

Luciano Mazzolin per l’associazione AmbienteVenezia
Rossana Cavazzano per l’associazione Medicina Democratica (sezione di Venezia)
Franco Rigosi per l’associazione Gabriele Bortolozzo
Armando Danella Assemblea permanente NOMOSE
Silvio Testa per il Comitato NO Grandi Navi – Laguna Bene Comune

Comune di Venezia
PG/2012/0226743 del 28/05/2012 ore 11,18

Al Sindaco del Comune di Venezia
All’Assessore all’Urbanistica – Ezio Micelli
Al Responsabile della Direzione Sviluppo del Territorio ed Edilizia

Oggetto : V.A.S osservazioni – VALUTAZIONE AMBIENTALE STATEGICA – Valutazioni e Proposte Generali .

Nella Valutazione Ambientale Strategica da cui emerge il piano sistematico, le opzioni e le sostenibilità delle scelte contenute nel Pat va comunque fatto riferimento ad una sorta di piano generale degli interventi articolato in piani attuativi triennali, con revisione annuale, a cui è demandata l’articolazione dei fabbisogni finanziari. Un piano degli interventi meglio specificato e definito, con l’indicazione in una sintesi non tecnica degli obiettivi generali e specifici, al fine di poter verificare, oltre agli enunciati, l’espressione puntuale della praticabilità del Pat. La documentazione del Pat va adattata, lasciando inalterato quanto contiene di analogo o conforme con il sottodescritto piano degli interventi, inserendo le parti mancanti, integrando quelle parzialmente descritte, nonché depennando in detta medesima documentazione quanto appare in contrasto.
Un Pat così modificato da cui si deve poter evidenziare direttive, indirizzi, prescrizi oni e programmi settoriali di interventi concernenti:
a) il riequilibrio idrogeologico e morfologico della laguna, per contrastare il processo erosivo e la perdita di sedimenti fini nello scambio mare-laguna;
b) la riduzione dei livelli di marea in laguna, per porre al riparo tutti gli insediamenti urbani dalle acque alte attraverso : – interventi di regolazione dei flussi di marea alle bocche di porto; in tale ambito sono introdotte misure, anche ad integrazione o variazione del progetto-sistema Mose, volte a rendere gli interventi alle bocche di porto corrispondenti ai principi di sperimentalità, reversibilità e gradualità, congrui rispetto alla riduzione dei livelli delle maree medio-alte. In tempi successivi, possono essere previsti progetti a medio e lungo termine conseguenti e sostenibili rispetto al principio di precauzione, rapportati alla previsione dell’aumento del livello dei mari – interventi di iniezione su strati geologici profondi volti al sollevamento antropico; – interventi integrati per insulae e di innalzamento delle parti più basse del centro storico e delle isole dell’estuario;
c) l’apertura all’espansione delle maree delle valli da pesca;
d) la tutela e la valorizzazione del paesaggio lagunare;
e) il risanamento delle acque della laguna . Gli interventi sopradescritti a,b,c,d,e, devono tenere nel debito conto le direttive e gli indirizzi del piano di gestione del distretto idrografi co delle Alpi Orientali.
f) Il ripopolamento residenziale della città storica e elle isole è perseguito attraverso interventi integrat di manutenzione urbana volti ad assicurare:- il risanamento igienico ed edilizio, mediante scavo e smaltimento dei fanghi dei rii, sistemazione di fondamenta, opere di sistemazione della rete fognaria con messa a norma degli scarichi, sistemazione e razionalizzazione dei sottoservizi a rete,
consolidamento statico degli edifici pubblici e privati prospicienti i rii,, opere di innalzamento delle parti basse della città, realizzazione di un completo piano sicurezza antincendio;  la manutenzione, il restauro, la ristrutturazione, la nuova edificazione e l’acquisto di immobili da destinare al mantenimento ed allo sviluppo della residenzialità, dei servizi pubblici e delle attività socioeconomiche; interventi da realizzare, previa apposita convenzione con l’Amministrazione Comunale, sul patrimonio edilizio o di interesse pubblico,quali ULSS, istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, fondazioni , enti religiosi e culturali, università;  l’assegnazione di contributi per l’esecuzione di opere di restauro e risanamento conservativo del patrimonio immobiliare privato;  l’assegnazione di contributi per l’acquisto della prima casa di abitazione;  l’occupazione temporanea di immobili privati non utilizzati; – il restauro e la ristrutturazione di edifici demaniali di carattere storico ed artistico destinati all’uso pubblico, previa apposita convenzione con l’Amministrazione Comunale; – provvedimenti di tutela e salvaguardia dell’uso degli immobili per abitazioni ad uso esclusivamente residenziale, anche in deroga a normative nazionali e regionali;  provvedimenti per ridurre il moto ondoso ed assegnazione di contributi per l’adeguamento delle caratteristiche delle carene dei natanti e degli organi di propulsione meccanica; una gestione della sanità dedicata e circoscritta per Venezia ed isole della laguna .

g) La rivitalizzazione socio-economica è perseguita attraverso: – l’acquisizione e l’urbanizzazione primaria e secondaria di aree destinate ad insediamenti produttivi ed altre attività socio-economiche;  il governo del turismo attraverso la promozione e lo sviluppo di un turismo consapevole e di qualità, l’organizzazione ed il controllo dei flussi, il miglioramento dell’offerta dei servizi;
h) Nell’ambito del piano della mobilità del territorio veneziano, all’interno della con terminazione lagunare, per evitare sconvolgimenti degli equilibri idrogeologici di sedimenti consolidati, morfologie, falde acquifere ed altri fluidi liquidi o gassosi, non possono essere eseguite operazioni di scavo al di sotto dello specchio acqueo lagunare per la posa di condotte adibite al trasporto di
persone e merci; tale trasporto è organizzato con modalità e mezzi di trasporto ad alta e qualificata tecnologia, adeguata, compatibile a breve e sostenibile a lungo termine nell’ambiente lagunare. Un piano sulla regolamentazione dei flussi turistici che indica un numero massimo sostenibile di visitatori per Venezia insulare e differenzia la mobilità turistica, che non deve però prevedere tempi
e percorsi più veloci rispetto a quelli previsti per residenti e lavoratori pendolari.
i) La promozione e la valorizzazione delle istituzioni e del patrimonio culturale, della ricerca e della produzione scientifica, anche con la creazione de centri di eccellenza di carattere internazionale;
j) Contributi o incentivi per la riconversione ecologica o per l’insediamento di attività ad alto contenuto tecnologico per quelle aziende o sistemi di aziende pubbliche e private localizzati o che si impegnano a localizzarsi nel territorio comunale;
k) Interventi a supporto di una industria avanzata, legata alla green economy, che favorisca l’integrazione con il settore terziario e con la logistica de trasformazione;
l) Contributi o incentivi per la realizzazione di infrastrutture necessarie allo sviluppo delle attività portuali, intermodali e cantieristiche ;
m) Assunzione di tutti quegli interventi volti alla fuoruscita dalla laguna delle grandi navi crociera;
n) L’istituzione del parco nazionale della laguna;
o) La bonifica e recupero dei siti inquinati, localizzati nel sito di interesse nazionale ( SIN ) e nell’ambito della laguna, nonché nel sistema ambientale delle gronde lagunari individuato nel piano d’area della laguna veneziana ( PALAV );
p) Un piano per la produzione e la diversificazione delle fonti energetiche utilizzate nei processi produttivi e per i fabbisogni civili, privilegiando le fonti pulite e rinnovabili ed escludendo il ricorso all’energia nucleare;
q) Un piano per la nautica da diporto che individua la localizzazione e la soglia limite dei posti di ormeggio e in dasena per natanti imbarcazioni compatibili con la tutela della laguna di Venezia, riconfigura il confine del Polo nautico previsto dal piano territoriale di coordinamento provinciale ( PTCP ) adottato, con l’esclusione dell’ambito di arenile e mare prospiciente il Lido , Pellestrina e
Murano e prescrive regole per la destinazione delle darsene e degli approdi a natanti di specifiche dimensioni, caratteristiche e potenza di motore.

Venezia 28 maggio 2012

Luciano Mazzolin per l’associazione AmbienteVenezia
Rossana Cavazzano per l’associazione Medicina Democratica (sezione di Venezia)
Franco Rigosi per l’associazione Gabriele Bortolozzo
Armando Danella Assemblea permanente NOMOSE
Silvio Testa per il Comitato NO Grandi Navi – Laguna Bene Comune

Comune di Venezia
PG/2012/0226775 del 28/05/2012 ore 11,22

Al Sindaco del Comune di Venezia
All’Assessore all’Urbanistica – Ezio Micelli
Al Responsabile della Direzione Sviluppo del Territorio ed Edilizia

Oggetto : V.A.S osservazioni – sul Documento intitolato “Valutazione Ambientale Strategica – Sintesi non tecnica”

OSSERVAZIONE n°1 sul Documento intitolato “Valutazione Ambientale Strategica – Sintesi non tecnica” – Punto 2 – Pagina 3 – Sul riquadro “La dotazione infrastrutturale – Le Opzioni “ modificare le parole tra virgolette “porta di accesso” sostituendo con “porta di accesso acqueo” e alla fine dopo la parola Pz.le Roma inserire la seguente frase:  Individuazione di una soluzione alternativa per non far entrare nella laguna di Venezia le navi  incompatibili e pericolose con l’ambiente.

OSSERVAZIONE n°2 sul Documento intitolato “Valutazione Ambientale Strategica – Sintesi non tecnica” – Punto 2 – Pagina 3 – Sul riquadro “Qualità e innovazione – Le Opzioni “ Sostituire la prima frase con la seguente: Conferma delle funzioni produttive per tutte le attività e produzioni veramente compatibili con l’ambiente verranno vietati i cicli produttivi che utilizzano e producono prodotti cancerogeni e genotossici; vietati inoltre i cicli produttivi e stoccaggi rientranti nelle “Direttive Seveso”. Verranno incentivate ed agevolate le attività ecocompatibili rientranti nel settore della “Green Economy” e le attività relative alle bonifiche, al restauro e difesa del territorio, della laguna e della città storica.
Eliminare tutta la seconda frase relativa al “quadrante di Tessera”

OSSERVAZIONE n°3 sul Documento intitolato “Valutazione Ambientale Strategica – Sintesi non tecnica” – Punto 4 – Pagina 8 – Sul riquadro “ATO 6 Porto Marghera “. Modificare inserendo i seguenti punti che annullano e sostituiscono il testo originale: Attuare una riconversione produttiva e la bonifica dei suoli di Porto Marghera , per insediarvi attività veramente eco-compatibili. Cambio dei modelli e sistemi produttivi con le seguenti azioni:
• messa al bando dei cicli produttivi che utilizzano e producono prodotti cancerogeni e genotossici,
• messa al bando dei cicli produttivi e stoccaggi rientranti nelle “Direttive Seveso”,
• Incentivazioni ed agevolazioni per attività ecocompatibili rientranti nel settore della “Green Economy
• Riduzione al minimo e superamento dell’incenerimento dei rifiuti, privilegiando azioni,  metodologie e tecnologie miranti alla riduzione dei rifiuti e imballaggi all’origine e potenziando al massimo la selezione, recupero e riutilizzo.
• Riduzione al minimo e superamento del sistema di produzione di energia elettrica derivante da carbone e derivati del petrolio; privilegiando la produzione di energia veramente pulita derivante da: solare termico, fotovoltaico, geotermico, eolico e uso delle correnti e onde marine.
• Incentivazione e agevolazioni per attività relative alle bonifiche, al restauro e difesa del territorio, della laguna e della città storica.
• Tutti i lavoratori coinvolti nelle chiusure e ristrutturazioni di impianti e cicli produttivi dovranno avere massima garanzie sul mantenimento del reddito fino al loro reinserimento in altre attività dell’area industriale.
L’area industriale di Porto Marghera bonificata avrà un ruolo strategico fondamentale per ospitare nuove attività economiche ecocompatibili e di ricerca per evitare e neutralizzare nuovo consumo di suolo.

Venezia 28 maggio 2012

Luciano Mazzolin per l’associazione AmbienteVenezia
Rossana Cavazzano per l’associazione Medicina Democratica (sezione di Venezia)
Franco Rigosi per l’associazione Gabriele Bortolozzo
Armando Danella Assemblea permanente NOMOSE
Silvio Testa per il Comitato NO Grandi Navi – Laguna Bene Comune

Comune di Venezia
PG/2012/0226807 del 28/05/2012 ore 11,27

Al Sindaco del Comune di Venezia
All’Assessore all’Urbanistica – Ezio Micelli
Al Responsabile della Direzione Sviluppo del Territorio ed Edilizia

Oggetto : V.A.S osservazioni – sul Documento intitolato “Valutazione Ambientale Strategica – Rapporto Ambientale”. OSSERVAZIONE n°1 sul Documento intitolato “Valutazione Ambientale Strategica – Rapporto Ambientale” Punto 2.2 Stato dell’Ambiente Aria da pag 11 a pag 37

Tra le fonti prese in considerazione per la stesura di questo capitolo sembra che non si siano prese in considerazione gli studi ARPAV di febbraio 2007 ed eventuali altri studi ARPAV successivi su “Le emissioni da attività portuale” che per Venezia città antica e isole è estremamente rilevante e non eludibile.
Gli studi ARPAV del 2007 si sono basati sui movimenti portuali marittimi relativi all’anno 2003; ma dal 2003 ad oggi il traffico marittimo, specialmente nel segmento del crocierismo, è aumentato in maniera notevolissima e le previsioni per il futuro lasciano intravvedere ancora notevoli aumenti. I carichi inquinanti prodotti dalle navi sicuramente sono aumentati in maniera notevole.
Si evidenzia che a Venezia insulare c’è un’unica centralina di rilevazione dell’inquinamento atmosferico localizzata a Sacca Fisola del tutto insufficiente per misurare l’effettivo carico inquinante che ricade nel centro storico e nelle isole e valutare in maniera corretta la qualità dell’aria che i cittadini sono costretti a respirare. Le valutazioni sulle concentrazioni di: Benzene, Biossido di Azoto, Biossido di Zolfo, Monossido di Carbonio, Polveri PM10, senza questo fondamentale segmento sono in parte non esatte in particolar modo per quanto riguarda la situazione di Venezia Centro storico ed Isole . Si chiede un’ integrazione della suddetta relazione tenendo in considerazione questo segmento che ha ripercussioni anche su Altri capito trattati come : le radiazioni prodotte dagli apparati radar delle navi, il rumore e le vibrazioni prodotto dai motori e dai generatori delle navi.
Ricordiamo inoltre che sinora non si è affrontato in maniera approfondita gli impatti sul territorio e sulle popolazioni causati dai diversi agenti inquinanti prodotti dal traffico navale marittimo, portuale e crocieristico che entra nella Laguna di Venezia ed attraversa la città in questi ultimi anni ha avuto un aumento vertiginoso senza alcun controllo e regolamentazione; arrivano navi da
crociera sempre più grandi e sempre più numerose. Le previsioni per il futuro ipotizzano scenari che raddoppiano il traffico attuale. Le Navi crociera, petroliere, porta containers hanno ormai raggiunto dimensioni già incompatibili con la laguna ; stanno diventando sempre più grandi e non possono più attraversarla perché richiedono lo scavo di canali che aumenteranno l’erosione e distruggono la morfologia dei fondali.
A livello internazionale ci sono diversi studi sugli impatti ambientali e sanitari causati delle grandi navi, si è constatato che una grande nave produce tanti inquinanti al giorno quanto quello prodotto da 14.000 autovetture e che nel mondo ogni anno muoiono 86.000 persone per l’inquinamento prodotto dal traffico marittimo. A livello locale I pochi studi sugli impatti ambientali dell’attuale traffico portuale sulla città storica e sull’ambiente lagunare sono quasi tutti superficiali e di parte (Commissionati dall’Autorità Portuale) e danno risultati contrastanti . Attualmente a livello locale non esiste uno studio sugli impatti sanitari sulla popolazione causati dal traffico portuale.
Si procederà pertanto con le seguente azioni:
-Promuovere con l’Ulss12 veneziana un’indagine epidemiologica sulla salute dei cittadini in connessione con l’inquinamento di diversa natura provocato dal traffico portuale e marittimo
– Installare una rete di centraline in collaborazione con Arpav, CNR e Università per rilevare la qualità dell’aria a Venezia Centro storico e nelle isole.
– Emanare con urgenza in collaborazione con altri enti eventualmente competenti in materia provvedimenti cautelativi in difesa della salute pubblica come: l’obbligo per tutte le navi in movimento all’interno della laguna di usare carburanti con contenuti di zolfo inferiore allo 0,1%; l’obbligo di utilizzare le migliori tecnologie per abbattere e ridurre al massimo la produzione ed emissione di inquinanti; la possibilità di utilizzare gli apparati radar solo in caso di nebbia per le navi in movimento; l’elettrificazione di tutte le banchine d’ormeggio nella laguna di Venezia .

OSSERVAZIONE n°3 sul Documento intitolato “Valutazione Ambientale Strategica –  Rapporto Ambientale” Punto 2.9 – Rischio

Il capitolo è estremamente generico e vago, in particolar modo quando si parla di Porto Marghera e del rischio industriale tutt’ora presente in quanto c’è una quantità notevole di materiali e studi prodotti in questi ultimi vent’anni che permettono di valutare in maniera approfondita il rischio presente. Si chiede una revisione del capitolo con l’acquisizione di questi studi che sono tutti in possesso del Comune di Venezia. Vedi i vari Piani di Protezione Civile sul capitolo del rischio industriale : del Comune di Venezia, Provincia di Venezia, Prefettura di Venezia, Regione Veneto Ministero dell’Ambiente.

OSSERVAZIONE n°4 sul Documento intitolato “Valutazione Ambientale
Strategica – Rapporto Ambientale” Punto 2.10 Salute –

Il capitolo è del tutto omissivo per quanto riguarda la salute dei cittadini si parla dei pericoli derivanti all’uomo da specie animali randagie; si parla in maniera frettolosa ed insufficiente del problema amianto e nulla di più. Anche in questo versante moltissimi sono gli studi in possesso del Comune di Venezia (molti anche prodotti o commissionati dallo stesso Comune).
Purtroppo la città di Venezia è tra i primi posti tra le città che hanno il più alto tasso di varie patologie e malattie; basta consultare le statistiche prodotte dai Vari Registri Tumori o i vari bollettini di epidemiologia della Regione Veneto
Il Comune di Venezia ha prodotto il “Quaderno della salute n°4” nel 2010
Il 2 febbraio 2010 è stato presentato a Venezia il volume “La geografia delle malattie nel comune di Venezia “ prodotto dall’Università di Padova. Ad aprile 2012 il Comune ha presentato il n°0 della rivista VIS – Venezia in salute ricco di dati ed informazioni…. Sarebbe il caso di riscrivere completamente questo capitolo acquisendo gli studi citati ed altri prodotti dallo stesso Comune di Venezia e del tutto omessi e non considerati nel capitolo della VAS citato.

OSSERVAZIONE n°5 sul Documento intitolato “Valutazione Ambientale Strategica – Rapporto Ambientale” Punto 2.12.2.3 Funzione Turistica – a pag 112.

Inserire alla fine del Capitolo le seguenti frasi:
In questo contesto la gestione dei flussi turistici è la vera priorità per Venezia , per il suo sviluppo e per la qualità della vita dei suoi residenti . In tempi veloci verrà individuata una soglia totale di sostenibilità giornaliera turistica, che dovrà essere poi suddivisa in quote invalicabili nei vari segmenti e modalità di arrivo dei flussi turistici, crocerismo compreso.
Una diversa politica territoriale deve innanzitutto bloccare ed invertire la trasformazione della città in un albergo diffuso (hotel, pensioni bed&breakfast) ripristinando le norme che governano i cambiamenti d’uso degli immobili. Deve essere incentivata invece tutta la residenzialità, sociale e studentesca, con un governo del mercato immobiliare ora selvaggio e devono essere garantite le possibilità manutentive degli immobili di residenza locale con opportune agevolazioni.

OSSERVAZIONE n°5 sul Documento intitolato “Valutazione Ambientale Strategica – Rapporto Ambientale” Punto 4- Obiettivi di sostenibilità assunti – a pag 119

Al punto 20 alla fine della frase inserire : “In tempi veloci verrà individuata una soglia totale di sostenibilità giornaliera turistica, che dovrà essere poi suddivisa in quote invalicabili nei vari segmenti e modalità di arrivo dei flussi turistici, crocerismo compreso”.

OSSERVAZIONE n°6 sul Documento intitolato “Valutazione Ambientale Strategica – Rapporto Ambientale” Punto 5.1.1.1 – La Laguna – a pag 121

Il seguente testo annulla e sostituisce il testo originale:
La laguna di Venezia pur in presenza di numerosi interventi effettuati nell’ambito della legislazione speciale per la sua salvaguardia non ha affrontato sufficientemente quell’inversione del processo di degrado e non ha rimosso le cause che lo provocano. Essa sta vivendo un pericoloso processo di erosione che la destina prematuramente a divenire un braccio di mare con tutte le conseguenze che ciò rappresenta per l’intero ecosistema lagunare. Il PAT impegna le proprie strutture affinché tutti gli interventi previsti e prevedibili all’interno della con terminazione lagunare, del bacino scolante e dell’Alto Adriatico che per competenza sono contenuti negli strumenti urbanistici relativi (PUT, PTCP, PR del Porto, PR Aeroportuale, Piano morfologico della laguna, Piano di bacino e Piano di assetto idrogeologico del bacino scolante in adeguamento al Palav ) devono poter rapportarsi tramite parere vincolante espresso da apposito organo tecnico (Università di Padova Ingegneria Idraulica,Marittima,Ambientale e Geotecnica) sull’incidenza che gli interventi o le attività stesse hanno o potrebbero avere con il riequilibrio idrogeologico e morfologico della laguna per contrastare il processo erosivo e la perdita di sedimenti fini nello scambio mare laguna.
In particolare vanno introdotte nei piani indicazioni con specifiche prescrizioni sulla “ compatibilità idrogeologica e dinamica idraulica” ( anche se tali prescrizioni affiancano dettati legislativi vigenti ) per i seguenti interventi o attività volti a bloccare e ridurre il fenomeno erosivo del bacino lagunare:
A) massima profondità e morfologia dei canali navigabili
B) rapporto tra dislocamento, stazza, velocità e rotta e la sospensione dei sedimenti creata dal transito di natanti in laguna nei diversi flussi di marea
C) fuoruscita delle grandi navi crociera dalla laguna per l’elevato pescaggio e dislocamento
D) riduzione ( fisse e/o rimovibili ) delle sezioni alle bocche di porto, anche prevedendo varianti in corso d’opera del sistema Mose, per la riduzione della quantità di sedimenti nella fase di riflusso. In particolare, considerata la prevista fuoruscita delle grandi navi crociera dalla laguna e comunque il divieto di transito delle suddette navi attraverso il bacino S.Marco; stante che la differenziazione della funzione portuale delle tre bocche assegna al Lido quella del traffico passeggeri, a Malamocco quella del traffico commerciale ed a Chioggia quella dei pescherecci; che la profondità della bocca di Lido S.Niccolò fissata in 12 metri dal progetto Mose è dettata proprio dalla necessità di far passare quelle grandi navi crociera ; rilevato infine che la bocca del Lido con quel vincolo di profondità di 12 metri è la maggiore responsabile della frequenza dell’acqua medio-alta in città, si provvede a ridurre la profondità della bocca di S.Niccolò Lido attestandola a –7 metri con una variante in corso d’opera del progetto Mose ( quota che studi  circostanziati indicano quale utile contributo per il riequilibrio idrogeologico e morfologico della laguna ).
E) interventi finalizzati alla mitigazione dei processi di risospensione dei sedimenti dei bassifondi della laguna ad alla reintroduzione di acque dolci e di sedimenti di origine fluviale ( adduzione attraverso l’idrovia Venezia Padova delle piene del Brenta)
F) manomissione del caranto
G) revisione del sistema di pesca dei vongolari (filippine) le cui modalità di esercizio comportano sospensione di sedimenti
H) apertura delle valli da pesca alla libera espansione delle maree
I) incremento degli studi e ricerche sugli interventi di iniezione su strati geologici profondi volti al sollevamento antropico
L) Nell’ambito degli interventi alle bocche di porto per la regolazione dei flussi di marea, sono introdotte misure,anche ad integrazione o variazione del progetto-sistema Mose, volte a rendere gli interventi alle bocche di porto corrispondenti ai principi di sperimentalità, reversibilità e gradualità, congrui rispetto alla riduzione dei livelli delle maree medio-alte. In tempi successivi,possono essere previsti progetti a medio e lungo termine conseguenti e sostenibili rispetto al principio di precauzione, rapportati alla previsione dell’aumento del livello dei mari.

OSSERVAZIONE n°7 sul Documento intitolato “Valutazione Ambientale Strategica – Rapporto  Ambientale” Punto 5.1.2.1 – Sistema di salvaguardia dalle acque alte – a pag 124 e 125

Il seguente testo annulla e sostituisce il testo originale:
Il sistema MoSE è inutile perché esistono efficienti alternative, pericoloso come dimostrano gli studi di “Principia” sul rischio di tenuta delle paratoie in particolari condizioni di mare, (pericolo di collasso), dannoso e incompatibile con il sistema lagunare e le attività portuali per le previsioni sul numero delle chiusure e sui danni alle attività portuali e sull’aumento dei livelli di inquinamento delle acque lagunari. Bisogna bloccare i lavori del MoSE, con varianti in corso d’opera, riconvertendo le opere marittime realizzate, attraverso soluzioni progettuali delle bocche sperimentali, graduali e reversibili. Se il drammatico trend di aumento del livello medio marino risultasse confermato non c’è progetto alle bocche di porto e in laguna che tenga! Bisognerebbe chiudere le paratie quasi tutti i giorni (due volte al giorno d’inverno). Quindi per la riduzione dei livelli di marea in laguna vanno innalzati i fondali alle bocche (che possono ridurre tutte le maree fino a 28 centimetri) e perseguite quelle ricerche sulla iniezione di fluidi negli strati geologici profondi (insufflamento di acqua salata a 700-900 metri di profondità ) volti al sollevamento di grandi porzioni di territorio. Queste tecniche vengono già utilizzate per immagazzinare ed estrarre gas nei depositi profondi con conseguenti innalzamenti e abbassamenti dei suoli come risulta da una ricerca del dipartimento di Geologia di Padova: con questa tecnica si può, in 5 anni e in sicurezza, alzare tutta la città fino 35 centimetri.

OSSERVAZIONE n°8 sul Documento intitolato “Valutazione Ambientale Strategica – Rapporto  Ambientale” Punto 5.1.7.2 – Porto Marghera – da pag 145 a 150

La ricostruzione storica di quanto è avvenuto a Porto Marghera si ferma inspiegabilmente al 2008 ; ma dal 2008 ad oggi sono successe molte cose che hanno mutato ancora di più la situazione reale. Alcuni cicli produttivi che erano oggetto di accordi di programma sono stati chiusi, alcuni impianti sono stati smantellati rendendo del tutto inapplicabili i suddetti accordi. Si dovrà pertanto sanare questa lacuna storiografica temporale. Alla fine del capitolo si richiede di inserire il seguente testo: Bisogna attuare una riconversione produttiva e la bonifica dei suoli di Porto Marghera , per insediarvi attività veramente eco-compatibili. Bisogna cambiare modelli e sistemi produttivi:
• messa al bando dei cicli produttivi che utilizzano e producono prodotti cancerogeni e genotossici,
• messa al bando dei cicli produttivi e stoccaggi rientranti nelle “Direttive Seveso”,
• Incentivazioni ed agevolazioni per attività ecocompatibili rientranti nel settore della “Green Economy
• Riduzione al minimo e superamento dell’incenerimento dei rifiuti; privilegiando azioni, metodologie e tecnologie miranti alla riduzione dei rifiuti e imballaggi all’origine e potenziando al massimo la selezione, recupero e riutilizzo.
• Riduzione al minimo e superamento del sistema di produzione di energia elettrica derivante da carbone e derivati del petrolio; privilegiando la produzione di energia veramente pulita derivante da: solare termico, fotovoltaico, geotermico, eolico e uso delle correnti e onde marine.
• Incentivazione e agevolazioni per attività relative alle bonifiche, al restauro e difesa del territorio, della laguna e della città storica.
• Tutti i lavoratori coinvolti nelle chiusure e ristrutturazioni di impianti e cicli produttivi dovranno avere massima garanzie sul mantenimento del reddito fino al loro reinserimento in altre attività dell’area  industriale.
L’area industriale di Porto Marghera bonificata avrà un ruolo strategico fondamentale per ospitare nuove attività economiche ecocompatibili e di ricerca per evitare e neutralizzare nuovo consumo di suolo.

OSSERVAZIONE n°9 sul Documento intitolato “Valutazione Ambientale Strategica – Rapporto Ambientale” Punto 5.1.8.1 – Le Strategie per il settore turistico – a pag. 150- 151 .

Alla fine del paragrafo inserire il seguente testo:
In questo contesto la gestione dei flussi turistici è la vera priorità per Venezia , per il suo sviluppo e per la qualità della vita dei suoi residenti . In tempi veloci verrà individuata una soglia totale di sostenibilità  giornaliera turistica, che dovrà essere poi suddivisa in quote invalicabili nei vari segmenti e modalità di arrivo dei flussi turistici, crocerismo compreso.

OSSERVAZIONE n°10 sul Documento intitolato “Valutazione Ambientale Strategica – Rapporto  Ambientale” Punto 5.1.8.3 – Crocieristica e turismo nautico – a pag 152

Alla fine del paragrafo inserire:
Si dovrà procedere in particolare con le seguenti azioni:

-Regolamentare, Controllare, limitare all’interno della laguna di Venezia e nei canali cittadini di qualsiasi tipo la navigazione ed il passaggio di navi e natanti che per le loro caratteristiche tecniche o dimensioni siano incompatibili perché sono pericolose o provocano danni all’ambiente, alla città e ai cittadini. -Vietare la navigazione da subito per le navi superiori alle 40.000 tonnellate come indicato dal Decreto del Ministro dei Trasporti e dell’Ambiente del 2 marzo 2012.
-Promuovere con l’Ulss12 veneziana un’indagine epidemiologica sulla salute dei cittadini in connessione con l’inquinamento di diversa natura provocato dal traffico portuale e marittimo
– Installare una rete di centraline in collaborazione con Arpav, CNR e Univerità per rilevare la qualità dell’aria a Venezia Centro storico e nelle isole.
– Emanare con urgenza in collaborazione con altri enti eventualmente competenti in materia provvedimenti cautelativi in difesa della salute pubblica come: l’obbligo per tutte le navi in movimento all’interno della laguna di usare carburanti con contenuti di zolfo inferiore allo 0,1%; l’obbligo di utilizzare le migliori tecnologie per abbattere e ridurre al massimo la produzione ed emissione di inquinanti; la possibilità di utilizzare gli apparati radar solo in caso di nebbia per le navi in movimento; l’elettrificazione di tutte le banchine d’ormeggio nella laguna di Venezia .

OSSERVAZIONE n°11 sul Documento intitolato “Valutazione Ambientale Strategica – Rapporto Ambientale” Punto 5.1.10.1 – Il Porto – a pag 154

Nel primo paragrafo eliminare alla sesta riga la frase:” e alla opportunità localizzative offerte dalla zona industriale di porto Marghera “
Inserire subito dopo questo primo paragrafo corretto sempre nella stessa posizione le seguenti frasi:
Il dibattito cittadino sulle grandi navi da crociera, l’incidente dell’isola del Giglio, il Decreto del Ministro dei Trasporti e dell’Ambiente del 2 marzo 2012 che vieta la navigazione per le navi superiori alle 40.000 tonnellate nel canale di San Marco e della Giudecca, ha fatto in modo che siano emerse diverse ipotesi e progetti per la collocazione di una nuova struttura portuale per Grandi navi da crociera fuori o ai margini della laguna.
L’Amministrazione Comunale si impegna a far si che si individuino in tempi rapidissimi soluzioni definitive per l’estromissione delle navi incompatibili con il fragilissimo ambiente lagunare senza ipotizzare costose e devastanti soluzioni provvisorie. Si procederà inoltre con le seguente azioni per monitorare e ridurre danni ed inquinamenti legati al traffico portuale:
-Promuovere con l’Ulss12 veneziana un’indagine epidemiologica sulla salute dei cittadini in connessione con l’inquinamento di diversa natura provocato dal traffico portuale e marittimo
– Installare una rete di centraline in collaborazione con Arpav, CNR e Università per rilevare la qualità dell’aria a Venezia Centro storico e nelle isole.
– Emanare con urgenza in collaborazione con altri enti eventualmente competenti in materia provvedimenti cautelativi in difesa della salute pubblica come: l’obbligo per tutte le navi in movimento all’interno della laguna di usare carburanti con contenuti di zolfo inferiore allo 0,1%; l’obbligo di utilizzare le migliori tecnologie per abbattere e ridurre al massimo la produzione ed emissione di inquinanti; la possibilità di utilizzare gli apparati radar solo in caso di nebbia per le navi in movimento; l’elettrificazione di tutte le banchine d’ormeggio nella laguna di Venezia .

Venezia 28 Maggio 2012

Luciano Mazzolin per l’associazione AmbienteVenezia
Rossana Cavazzano per l’associazione Medicina Democratica (sezione di Venezia)
Franco Rigosi per l’associazione Gabriele Bortolozzo
Armando Danella Assemblea permanente NOMOSE
Silvio Testa per il Comitato NO Grandi Navi – Laguna Bene Comune

Comune di Venezia
PG/2012/0226697 del 28/05/2012 ore 11,13

Al Sindaco del Comune di Venezia
All’Assessore all’Urbanistica – Ezio Micelli
Al Responsabile della Direzione Sviluppo del Territorio ed Edilizia

Oggetto : P.A.T. OSSERVAZIONI – Osservazioni su : “QUADRANTE DI TESSERA”,  CONSUMO DI SUOLO, SAU TRASFORMABILE

PREMESSO CHE

– nella Relazione di Progetto del PAT si afferma (par. 4.1.2 a pag. 20) che “tutela del paesaggio e dell’ambiente significa conservare l’identità e la memoria di chi lo abita” e a tale scopo “il PAT intende salvaguardare e valorizzare le aree agricole di cintura per la loro valenza ambientale e/o paesaggistica.
– di seguito si afferma poi che “il PAT intende costituire una cintura di aree agricole attorno agli insediamenti urbani della Terraferma, anche al fine di delimitare l’espansione insediativa, incentivando il ripristino degli elementi tipici del paesaggio della campagna a campo chiuso, insieme ad interventi di forestazione…con funzione  bioecologica e ambientale e come misura di difesa idrogeologica”;
– nel punto “usi sostenibili del suolo” la citata Relazione afferma (par. 5.3.6 a pag. 35) che “il suolo è una risorsa sostanzialmente non rinnovabile…deve essere quindi utilizzato in maniera sostenibile, in modo da conservarne le capacità di fornire servizi di tipo ecologico, economico, sociale e di mantenerne le funzioni affinché le generazioni future possano vedere soddisfatte le proprie  esigenze”;
– sul tema dell’impermeabilizzazione dei suoli, la Relazione di Progetto (par. 5.2.4 a pag. 31) afferma che “la pressione antropica sulle risorse naturali ha comportato spesso ipotesi di sviluppo urbanistico anche in aree a forte rischio idrogeologico, costringendo (?) dunque ad assumere rischi sempre più elevati (!) ”
– l’art. 2 della L.R. 11/2004 enuncia i principi generali per la redazione dei PAT tra i quali “ c) tutela del paesaggio rurale, d) utilizzo di nuove risorse solo quando non esistano alternative, e) messa in sicurezza degli abitati e del territorio dai rischi di dissesto idrogeologico”.
– L’art. 13.1 LR 11/2004 stabilisce che “ il PAT redatto sulla base di previsioni decennali determina il limite quantitativo massimo della zona agricola trasformabile “ e non può quindi essere conformativo e prevedere nuove aree agricole urbanizzabili esterne alla città consolidata
– La Delibera Regionale n. 3650 del 25 11 2008 ha definito i criteri di determinazione della  Superficie Agricola Utile (SAU) trasformabile con “dati riferiti allo stato di fatto a prescindere dalle destinazioni e e classificazioni di PRG” “va considerato l’effettivo uso del suolo “… “ è fondamentale che il calcolo, come il limite quantitativo massimo sia contenuto nelle norme tecniche del PAT”

CONSIDERATO CHE

– Il conteggio della massima SAU trasformabile è stato erroneamente calcolato pari a 60,78 ha, considerando anche le superfici lagunari utilizzate per la piscicoltura (pari a 4.407 ha) che non sono urbanizzabili; come specificato anche nella successiva Delibera di Giunta Regionale (n. 65 del 0.5 2009 Allegato B2) : “non vanno computate le valli da pesca, i fiumi e i laghi “;
– La valutazione della compatibilità idraulica (VCI, allegato 2 del PA pag 56 e ss.) è stata elaborata per un inserimento di 44.492 nuovi abitanti (previsione stesura precedente del PAT proposta  dall’assessore Vecchiato) porta alla trasformazione di 378 ettari di terreni;
– nella “Carta delle Fragilità” (tav. 3 foglio 2)la zona dedicata alle “Attività di servizio di livello regionale: Quadrante di Tessera” è inquadrata tra le “aree esondabili o a ristagno idrico” di cui all’art. 16 Aree soggette a dissesto idraulico, lett. a) aree esondabili o a ristagno idrico.;
– nella “Carta delle Invarianti” (tav. 2 foglio 2) la zona in questione è totalmente bianca, cioè priva di qualsivoglia tutela, mentre le aree adiacenti, sempre agricole, sono contraddistinte come “aree di interesse ambientale”, disciplinate all’art. 12 lettera g) N.T. e all’interno delle quali “sono da considerarsi prioritari…interventi di piantumazione finalizzati al miglioramento ambientale”. Si afferma poi che il PI dovrà individuare “gli elementi detrattori che compromettano la qualità  ambientale dei luoghi (attività produttive in zona impropria, edifici non più funzionali, ecc.) indicando le necessari e misure di riqualificazione anche utilizzando il credito edilizio”: ne consegue, in pratica, che in tali aree non si potrà più edificare;
– nella “Carta della Trasformabilità” (tav. 4a foglio 2) la zona dedicata alle “attività di servizio di livello regionale: Quadrante di Tessera” confina con altre aree agricole sia prive di qualificazione sia tutelate dall’art. 39 N.T. per “interventi di riqualificazione ambientale, forestazione e ricostruzio0ne del paesaggio agrario”.
– l’art. 32 delle N.T. prevede tra i programmi complessi, “il Quadrante Tessera che prevede di realizzare, lungo la bretella autostrada-aeroporto, un polo di sevizi di livello sovracomunale per lo sport, lo spettacolo, e il tempo libero ed altre attività di servizio di carattere direzionale, commerciale e ricettivo e contestualmente prevede la realizzazione di una consistente quota del “bosco di Mestre” lungo il fiume Dese”; e prevede in particolare che possa essere attuato oltre che con un Piano Urbanistico Attuativo (PUA) anche “ attraverso lo strumento dell’Accordo di Programma, del Programma, del programma integrato” procedura che comporta di fatto l’esproprio delle competenze e dei i poteri decisionali del Consiglio Comunale che si troverebbe in sostanza a dover ratificare a posteriori le decisioni già prese.
– L’atto concordato con la Giunta provinciale prevede che “ per la definizione del progetto “Quadrante Tessera” si ritiene di attuare tale previsione con uno specifico accordo di programma, da sottoscrivere con la Regione Veneto, anche in anticipazione rispetto al Piano degli Interventi.., trattandosi di progetto strategico ai sensi dell’art. 26 della L.R. 11/04, come definito dall’articolo 5, comma 2, lettera d), delle N.T.A di PTRC adottato;… il dimensionamento dell’ATO n. 5 Dese dovrà essere adeguato alle carature del progetto approvato con l’accordo di programma; in questo modo si esproprierebbe ulteriormente il Consiglio Comunale dei delle sue competenze e poteri decisionali.

E CONSIDERATO CHE

– l’elaborato per un nuovo PTRC non è mai stato adottato dal Consiglio Regionale, e che la proposta di “Quadrante Tessera” a norma della legge Regionale 11/2004 non può essere definita “Progetto  Strategico” da attuarsi mediante Accordo di Programma.
– gli eventi meteorologici del 26 settembre 2007 (320 mm di pioggia alla stazione Arpav di Valle Averto, 250 mm a quella di Marghera) hanno comportato nel Comune di Venezia ingenti danni ad abitazioni, garage, negozi e imprese per i quali sono state presentate complessivamente, tra famiglie e aziende, ben 6082 richieste di indennizzo pubblico. Esso ha coperto peraltro solo dal 50 al 75% del danno reale per una spesa di circa 23 milioni di euro pagati da Stato, Regione e Comune, senza considerare gli ulteriori danni agli edifici pubblici;
– nell’allegato alla Delibera della Giunta Provinciale del 9.11.2011 relativa al PAT del Comune di
Venezia si era prescritto che “Nelle aree agricole maggiormente esposte al pericolo idraulico per le quote estremamente basse documentate dai micro-rilievi del Commissario Straordinario e dalla Provincia, come le aree di Tessera a est della bretella di collegamento con l’autostrada (175 cm sotto il m.m.) venga interdetta ogni nuova urbanizzazione o edificazione”; tale prescrizione è stata ritirata non perché errata ma perché non concordata e gradita dall’Amministrazione Comunale
– il progetto del Quadrante di Tessera (pari a circa 105 ettari, che coinvolge altri 100 ha già soggetti a tutela paesaggistico-ambientale lungo il fiume Dese, come da precedente variante parziale al PRG fermata presso la Regione per presunte illegittimità e che la Giunta Comunale ha recentemente dichiarato di ritirare) appare in totale conflitto con gli obiettivi previsti nelle Norme Tecniche del PAT per i terreni confinanti di “riqualificazione ambientale, forestazione e ricostruzione del paesaggio agrario dei terreni limitrofi” (art. 39);
– l’attuale PRG vigente, modificato con delibera del CC. n. 133 del 11.10.2004, prevede già la possibilità di realizzare stadio, attrezzature connesse e viabilità di collegamento, su una superficie di ben 27,4 ettari di terreni pubblici (la nuova proposta quadruplicherebbe le aree attualmente a destinazione agricola da urbanizzare, di proprietà di una S.p.a. di diritto privato in aree a grande pericolo di allagamento precluse all’urbanizzazione e alla edificazione dalla Provincia di Venezia)
– Non serve (per flussi di viaggiatori e merci) una nuova linea ferroviaria Alta Velocità; va riqualificato e potenziato il trasporto ferroviario per i passeggeri lungo le linee per Udine e Trieste (potenziando anche la nuova stazione SFMR e FS alla Gazzera) e per le merci lungo la linea dei Bivi
– Il progetto di tramvia sublagunare non è sostenibile (per sicurezza, impatto ambientale, costi, flussi di passeggeri, gestibilità economica, impatto sociale ed economico sulla città, impatto urbanistico sull’area delle F.te Nuove (vedi pareri Vigili del Fuoco, Provincia, Soprintendenza e Commissione Salvaguardia)

SI CHIEDE DI

1) cancellare dalla CARTA DELLA TRASFORMABILITA’ (tav. 4a foglio 2) i riferimenti grafici dell’art. 32 N.T. (programmi complessi, limiti di nuova edificazione) che impegnano, con nuove urbanizzazioni, ulteriori 105 ettari di terreni agricoli, aggiuntivi rispetto alle previsioni finora inattuate del PRG vigente e in deroga al limite di 60,78 ettari massimi di SAU (superficie agricola utilizzata) trasformabile in tutto il territorio comunale (pag. 60 dell’Allegato 3 al PAT – Relazione Agronomica-forestale);
2) ripristinare l’esatta delimitazione dell’area urbanizzabile prevista dal PRG vigente relativa all’area di 27,4 ettari per l’insediamento dello stadio, attrezzature pubbliche e viabilità;
3) spostare corrispondentemente i “limiti fisici di nuova edificazione” ai margini delle aree che  il PRG vigente prevede per gli insediamenti di attrezzature pubbliche
4) ripristinare l’esatta delimitazione del Terminal comunale acqueo di Tessera come da PRG vigente (per garantire l’affaccio acqueo alla darsena)
5) nella “Relazione di progetto” sostituire il titolo del paragrafo 5.5 “Il Quadrante di Tessera” con il seguente titolo “Le aree per lo stadio e le attrezzature pubbliche connesse”; e stralciare completamente i capoversi 1, 2 e 3 da “successivamente…” sino a “…quadro territoriale del Nord Est” e inserire il seguente testo “La variante al PRG”;
6) nel paragrafo 7.5.2 della stessa RELAZIONE stralciare il secondo capoverso da “in questo ATO….” a “..accessi a Venezia”;
7) di stralciare dall’art. 32 “Contesti territoriali destinati alla realizzazione di programmi complessi” N.T. secondo capoverso il secondo punto relativo al “Quadrante Tessera”;
8) di eliminare il carico insediativo aggiuntivo dal paragrafo 6 dell’ATO 5 “DESE-AEROPORTO” (pagg. 25 e ss. dell’Allegato A “AMBITI TERRITORIALI OMOGENEI” alle N.T.) relativamente alle funzioni commerciale-direzionale, produttivo, turistico lasciando inalterato quanto previsto dal vigente PRG e adeguando conseguentemente il testo delle norme relative a tale ATO.
9) Inserire in tutte le aree agricole senza qualifica e in quelle ipotizzate per il Quadrante, comprese tra il fiume Dese e la gronda lagunare, la destinazione delle aree agricole confinanti : “(per “interventi di riqualificazione ambientale , forestazione e ricostruzione del paesaggio agrario” (art. 39 NTA).
10) Nella tav. 4a.2 della Carta della Trasformabilità nella legenda sostituire la dizione “ stazione FS” con la dizione “Stazione SFMR”.
11) Nelle legenda delle tavole 4a della Carta della Trasformabilità sostituire la dizione “Linee di
forza del trasporto lagunare “ con la dizione “Linee di navigazione lagunare”.
12) Stralciare dalle Norme teacniche del PAT (art. 3) la norma che prevede che “A seguito  dell’approvazione del PAT il Piano Regolatore Vigente acquista il valore e l’efficacia del Piano degli Interventi “ perché il Piano degli Interventi, per rispettare il limite massimo di Superficie agricola trasformabile (che deve essere inserito nelle norme tecniche di Attuazione) dovrà ridurre  consistentemente i nuovi terreni urbanizzabili previsti dal PRG vigente eliminando per il prossimo decennio l’urbanizzazione di buona parte delle aree esterne di espansione della città e quelle particolarmente a rischio di inondazione).

Venezia 28 Maggio 2012

Luciano Mazzolin per l’associazione AmbienteVenezia
Rossana Cavazzano per l’associazione Medicina Democratica (sezione di Venezia)
Franco Rigosi per l’associazione Gabriele Bortolozzo
Armando Danella Assemblea permanente NOMOSE
Silvio Testa per il Comitato NO Grandi Navi – Laguna Bene Comune

Annunci