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«I sindaci non siano complici»

L’Assembla permanente di Marghera si mobilita: «I cittadini devono sapere»
La Nuova di Venezia, 21 settembre 2016, sezione Cronaca

L’Assemblea permanente contro il rischio chimico torna a mobilitarsi contro l’ennesimo «tentativo di fare di Marghera la pattumiera d’Italia» e chiede ai sindaci di non farsi «complici» di un progetto ai danni dei cittadini e del territorio.

Roberto Trevisan –portavoce dell’associazione, sempre in prima linea sulle questioni ambientali e la salute pubblica –lancia un appello affinchè «alla prevista assemblea del 29 settembre i sindaci dei Comuni che sono soci di Veritas spa e utilizzano i suoi servizi, devono avere il coraggio e l’onestà di congelare ogni accordo fatto che prevede un nuovo termovalorizzatore di rifiuti e chiarire subito ai cittadini se nel progetto di vendita delle quote Veritas di Ecoprogetto a Bioman-Sesa, è contemplata la messa in funzione di un impianto il progetto che prevede l’utilizzo dell’inceneritore Sg31 del Petrolchimico».

«Anni fa» sottolinea Trevisan «ci siamo battuti per bloccare il progetto dalla società Ste che voleva utilizzare per fare di Marghera la pattumiera d’Italia con nuove emissioni inquinanti a danno dei cittadini. Oggi anche se l’ utilizzo sarebbe per fanghi da rifiuti urbani la sostanza con cambia. Per garantire un ritorno economico che valga l’investimento inevitabilmente il gestore dovrà integrare con rifiuti di altra provenienza e ancora una volta Marghera si ritroverà al centro del business dei rifiuti spesso illegale e mafioso».

Per l’Assemblea Permanente «nell’operazione economica- finanziaria che i sindaci sono chiamati ad avallare ci sono molti lati oscuri. Da un lato Veritas nei comunicati ufficiali afferma che non è contemplata la realizzazione di un nuovo termovalorizzatore, ma dall’altra nel parere del Consiglio di Bacino si sottoscrive l’accordo con un’associazione temporanea d’impresa (Bioman-Sesa) perché in questo modo il gruppo Veritas potrebbe acquisire know how e l’esperienza necessari per realizzare un nuovo impianto di valorizzazione energetica dei rifiuti urbani, prima trattati come combustibile da rifiuto (Cfr) e ora combustibile solido secondario (Css)».

«Faccio osservare inoltre» aggiune il portavoce dell’Assemblea Permanente «che nel bilancio di esercizio 2015 di Veritas spa, della quale il Comune di Venezia ha la maggioranza delle quote e delle responsabilità che ne conseguono, si sottolinea le difficoltà causate dal minor utilizzo di Css nella centrale elettrica Palladio e del bisogno di una strategia di lungo periodo che compensi la probabile chiusura della centrale Enel Palladio di Fusina. Purtroppo la storia di Porto Marghera è fatta di false promesse e mancati accordi di rigenerazione, di ritardi sull’Accordo il programma Moranzani o della truffa della muraglia di marginamento delle aree inquinate di Porto Marghera che non è stata completata e perde i pezzi già realizzati».

«Il sindaco Brugnaro» conclude Trevisan «ha il dovere di impedire che progetti devastanti vengono ratificati uscendo dall’ambiguità e dal torpore che hanno contraddistinto la posizione tutt’oggi il Comune di Venezia».
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